Salvatore Aponte. Il «Corriere» tra Stalin e Trockij. 1926-1929
Intoduzione di Luciano Canfora
Le corrispondenze da Mosca di Salvatore Aponte ci portano nel vivo della lotta politica apertasi all’interno del Partito comunista russo dopo la morte di Lenin. In particolare, nel conflitto per la “successione” e nello scontro frontale fra Stalin e Trockij per la guida del partito, grande importanza riveste la storia testuale del cosiddetto “Testamento” di Lenin. La genesi di questo documento e delle sue varianti, la sua diffusione, la storia della sua ricezione nella stampa italiana e internazionale, il ruolo dello stesso Aponte nella trasmissione del testo sono l’oggetto della ricostruzione di
Luciano Canfora. Il suo ampio saggio introduce un’antologia di articoli e i carteggi – finora inediti – fra il giornalista e la direzione del «Corriere», raccontandoci l’appassionante vicenda di una “lettera non spedita”.
Salvatore Aponte (Vico Equense, 1892–Parigi, 1956) Salvatore Aponte scrive per il «Corriere della Sera» dal 1926 al 1942. Dal 1926 al 1929 è corrispondente da Mosca.
Luciano Canfora (Bari, 1942) insegna Filologia greca e latina presso l’Università di Bari. Tra le sue numerose pubblicazioni, tradotte in tutto il mondo, ricordiamo qui
La biblioteca scomparsa (Sellerio, 1986),
Giulio Cesare: il dittatore democratico (Laterza, 1999),
Noi e gli antichi (Rizzoli, 2002),
Il papiro di Dongo (Adelphi, 2005),
La democrazia. Storia di un’ideologia (Laterza, 2006),
Esportare la libertà. Il mito che ha fallito (Mondadori, 2007),
Il papiro di Artemidoro (Laterza, 2008),
Filologia e libertà (Mondadori, 2008) e, recentemente,
La storia falsa (Rizzoli, 2008) e
La natura del potere (Laterza, 2009).